Conosci più a fondo Lluís Soler Gomis, CEO e cofondatore di SoftDoit

Data di pubblicazione: 26/09/2019

La sua carriera professionale e imprenditoriale, nel corso del tempo, racchiude la creazione di varie imprese e società, focalizzate sempre sul mondo delle tecnologie e del business B2B. Da 7 anni anni però ha deciso di concentrarsi esclusivamente su SoftDoit.

Parliamo degli inizi di SoftDoit: lo scenario del mondo dei software era diverso nel 2012?

Sì, il mondo dei software è cambiato molto da allora per diversi fattori di carattere strutturale, come per esempio la crisi, e altri di carattere tecnologico, come il consolidamento di programmi che prevedono l’installazione nel Cloud, il SaaS (Software as a Service), le App, il mobile, etc. Inoltre, il costo dell’installazione di un software risultava all’epoca davvero molto più oneroso rispetto al giorno d’oggi, non solo a livello economico, bensì anche in termini di ore necessarie per l’installazione.

Cosa ti spinse a creare questa impresa, pioniera del settore in quel momento?

Per un periodo ho lavorato come direttore Marketing e Distribuzione presso una software house: lì ho avuto modo di constatare le difficoltà che a volte devono affrontare le imprese che creano questi programmi nel trovare potenziali clienti. Inoltre, dal lato dell’utente, ho potuto notare la difficoltà che sorgono quando si deve trovare un fornitore di software adeguato. Ho avuto modo di osservare un servizio che veniva offerto in Inghilterra, simile a quello poi pensato per creare SoftDoit, e per questo motivo mi sono lanciato in Spagna, appunto, come pioniere.

Nei primi anni come hai conquistato la fiducia delle software house verso questo servizio di consulenza online?

L’inizio non è stato facile. Di fatto, ho interrotto tutti gli altri progetti e mi sono concentrato esclusivamente su SoftDoit. Ho lavorato per un anno da solo, da casa, e poco dopo si è unito al progetto il mio socio Eduardo Salado, che ha avuto un ruolo chiave dal punto di vista tecnologico, come CIO dell’impresa. Infatti, dal momento che il servizio di consulenza è online, la parte di IT è vitale. Successivamente, una volta messa a punto la piattaforma, vendere i nostri servizi alle software house è stato semplice: fin dal primo momento offriamo loro visibilità e potenziali clienti.

 

 



Ai fornitori di software offriamo, fin dal primo momento, visibilità e potenziali clienti 

 

 

 

 

 

Ragioniamo sempre dal punto di vista dell'utente: colui che sta cercando un software
 
 
Ci siamo impegnati molto nel far sì che il nostro sito funzioni al meglio, per agevolare la ricerca delle soluzioni software e per garantire sempre ai nostri utenti un servizio personalizzato e gratuito
 

Com'è cambiato il tuo ruolo in SoftDoit nel corso degli anni?

Come imprenditore, soprattutto all’inizio, fai un po’ di tutto in un’impresa: attività commerciali, amministrative, gestionali... ma anche spazzare l’ufficio! Quando poi il team è cresciuto e l’attività è stata avviata, ho potuto delegare per concentrarmi sulla parte strategica del servizio di consulenza online.

Qual è stato il momento di svolta che ha accelerato la crescita di SoftDoit?

Da quando Eduardo Salado, il nostro CIO, ha potuto dedicare più tempo a SoftDoit il progetto è cresciuto rapidamente. Siamo una piattaforma tecnologica, pertanto, se questa parte avanza anche il resto dell'azienda lo fa. Grazie a ciò, inoltre, abbiamo potuto cominciare l’espansione a livello internazionale: il primo Paese è stato proprio l'Italia.

Un servizio di consulenza pratico, imparziale, personalizzato e senza alcun costo per gli utenti. Sono stati questi i punti chiave per conquistare la fiducia del mercato online?

Sì, pensiamo sempre nell’ottica dell’utente, la società che sta cercando un software. Per questo, se la sua esperienza è positiva il resto diventa più semplice anche per noi. Ci siamo impegnati molto per fa sì che il nostro sito funzioni al meglio per facilitare la ricerca delle soluzioni software e per garantire sempre un servizio imparziale e gratuito agli utenti.

 

  

 



Non siamo solo il primo servizio di consulenza online, ma siamo anche i leader. Il nostro modo di lavorare e il rispetto che dimostriamo fanno di SoftDoit oggigiorno il punto di riferimento del settore

 
 
Uno dei nostri più grandi traguardi è stata l'internazionalizzazione dell'azienda, con una piattaforma online oggi in cinque lingue. E la chiusura dello scorso 2018 con una fatturato di più di mezzo milione di euro
 

Perché avete deciso aprire ad altri mercati?

Dopo esserci affermati nel nostro paese, la Spagna, per crescere avevamo due alternative: aprire altri comparatori al di fuori del mondo dei software o l'internazionalizzazione. Abbiamo scelto questa seconda opzione. Abbiamo deciso di inserirci nel mercato italiano per i punti in comune con quello mio di origine, e perché abbiamo potuto constatare che non esisteva ancora un servizio analogo: un vuoto da colmare e un servizio da offrire alle imprese di questo grande Paese.

A suo tempo abbiamo deciso di focalizzarci sul settore che conoscevamo di più e nel quale sentivamo di avere ancora molta strada da poter percorrere. Abbiamo inoltre potuto notare che la fiducia da parte dei fornitori di software aumentava, dal momento che vedevano che SoftDoit stava facendo sul serio.

Quale pensi sia il motivo per cui, anno dopo anno, i numeri di SoftDoit continuano a crescere?

Perché non siamo solamente il primo servizio di consulenza online, ma siamo anche i leader. Il nostro lavoro, il rispetto che dimostriamo e la nostra umiltà, fanno di SoftDoit oggigiorno il punto di riferimento del settore.

 

Quali pensi siano stati i più grandi traguardi che avete raggiunto?

L’internazionalizzazione dell’impresa con una piattaforma online in cinque lingue. E la chiusura dello scorso 2018 con una fatturato di più di mezzo milione di euro.

Quali sono gli obiettivi di SoftDoit per i prossimi anni? Dove vuole arrivare?

Vogliamo continuare a crescere a livello internazionale, vogliamo essere il punto di riferimento per qualsiasi professionista che pensa a un software. E vogliamo raggiungere, nel corso dei prossimi tre anni, un fatturato di un milione di euro.

Cosa ti auguri per il prossimo futuro?

Che sia un’impresa il più automatizzata possibile, dove si prosegue con un modello scalabile. E, se dovessi guardare oltre, penserei alla possibilità di avviare un nuovo progetto impresariale con il mio socio Eduardo Salado.

La frase che utilizzi per definire SoftDoit quando ti rivolgi a un pubblico di professionisti durante le conferenze o alle fiere, è...

Ah,ah,ah... non ho una frase particolare. Però, per far capire rapidamente ciò che facciamo, dico loro che: “Siamo il Tinder del mondo dei software”.

 
 
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